giovedì 25 febbraio 2016

Combattere ansia e stress con ironia e meditazione. Parla il gruppo PAST


Noi di Storici&Salottiere non siamo esattamente gente normale, sempre impegnati in questo o quell'altro progetto. Non ci fermiamo mai e andiamo avanti fino alla schizofrenia. Prima di finire in un manicomio abusivo (dato che tecnicamente sono stati chiusi 40 anni fa) causa stress, ci siamo rivolti a un gruppo specializzato in questo: blogger super coinvolti in qualsiasi cosa che rasentano lo sdoppiamento della personalità. Detto anche: gruppo di consulenti su panico, ansia e stress.

Questa è l'intervista al gruppo quando ci ha fatto visita al salotto (virtuale).

1. Benvenuti nel nostro salotto! Abbiamo tè verde, tè nero, tè bianco, torte di riso, scones e muffin. Caffè espresso, caffè turco, caffè americano, pan cakes, cup cakes e frutta da tavola.
Servitevi pure, l'intervista sarà molto leggera... almeno nelle domande.
- io sono vegana…
- io mangio senza glutine…
- io non mangio dolci…
- io ho un problema con la caffeina…
…siamo così pesanti che staremo leggeri…

1b. Vi fate chiamare PAST group e avete un blog che si occupa di trattare temi come ansia, panico e stress. Chi siete? Come siete nati? E cosa fate di preciso?
Ci facciamo chiamare PAST in seguito a quei piccoli problemini di spionaggio internazionale in cui siamo stati coinvolti… scherzo!! PAST è l’acronimo che sta per Panic Anxiety & Stress e l’abbiamo scelto perché l’obiettivo è proprio di poter parlare di queste problematiche mettendole “al passato”, risolvendole e buttandocele dietro le spalle.
Siamo un gruppo di professionisti che provengono da vari settori, principalmente medici e ricercatori. Abbiamo formazioni diverse e siamo tutti accomunati dalla meditazione. Ognuno medita “del suo”, chi ha lo stile mindfulness, chi lo stile buddhista, chi lo stile visualizzazioni guidate… ma ognuno di noi lavora su se stesso anche con la meditazione.
Come siamo nati? Siamo nati proprio da una domanda, in realtà. Un’amica mi ha mandato un messaggio in cui mi chiedeva se conoscevo dei gruppi di supporto per chi soffre di attacchi di ansia e di panico. Io non ne conoscevo, per cui ho detto “facciamolo”. E un paio di sms dopo eravamo nati.
Di preciso organizziamo incontri a cadenza mensile per affrontare i temi dell’ansia, del panico e dello stress secondo varie prospettive, da quella della mindfulness, a quella buddhista. Ci poniamo una domanda (le domande, come avrai notato, sono il nostro motore) e cerchiamo la risposta attraverso una chiacchierata con un esperto.

Tratto dal blog


2. Che ruolo ha il blog? È una presentazione di ciò che verrà trattato negli incontri o è anche un approfondimento?
Il blog è la nostra vetrina, il nostro spazio di condivisione e un modo per raccontarci. Cerchiamo un taglio scanzonato per argomenti molto seri. Serietà non significa noia. Gli articoli servono a tirare fuori una problematica e a chiedere ai nostri lettori: è successo anche a te?
Il riscontro è ottimo, la cosa che ci fa più piacere è sentirci dire: sembra scritto da me. Vuol dire che la strada è quella giusta, che rispondiamo a richieste reali.

3. Affermate di voler trattare in 'maniera innovativa' le tematiche di stress e ansia. In cosa consiste questa innovatività? 
L’innovatività è il non seguire un’unica via. Non è la psicoterapia di gruppo, non è l’adesione ad una filosofia o ad una disciplina new age. Ognuno di noi propone soluzioni, chiacchierate e meditazioni che ha testato personalmente. E anche la rete di professionisti che invitiamo è composta da persone “testate”. Si tratta di aprire una scatola di cioccolatini. Magari dopo che li hai assaggiati, scopri quello che ti farà svoltare. Il fatto di avere medici e ricercatori a bordo garantisce le basi scientifiche di ciò che facciamo e ci difende da facili “segreti del successo” in salsa new age.

4. Quanto interesse c'è in questo tipo di incontri? Avete dei buoni riscontri?
Abbiamo dovuto mettere il ticket come dal salumiere, altro che! A parte le battute stiamo lavorando da circa 3 mesi e abbiamo creato un gruppo fisso che ci segue stabilmente, che ora amplieremo con l’organizzazione di nuovi corsi. Abbiamo voluto fare un test di guida, diciamo così, per vedere la risposta degli interlocutori. Abbiamo scaldato i motori e ora possiamo decollare, mollare gli ormeggi… insomma, siamo pronti a partire.


5. Quanto secondo voi lo stress influisce sulla quotidianità e quanto ne siamo realmente consapevoli? È giusto dire che ci vorrebbe un'educazione allo stress?
Stress è una delle parole più usate e abusate che si sentano. Anche peggio di “su misura” e a “360 gradi”. Per cui direi che lo stress agisce in maniera diversa, su misura, e a 360 gradi sulla vita delle persone.
A parte l’ironia, la parola stress è un paravento dietro al quale si nascondono ansie, paure, assenza di consapevolezza, automatismi, negazioni, identificazione con i problemi, assenza di compassione… un universo sommerso che non conosciamo. Più specifici siamo nel dare un nome al nostro problema, più saremo accurati nel cercare la soluzione. Allora, come dico sempre ai corsi, se compriamo casa, qual è la prima cosa da fare per arredarla? Un bel sopralluogo. La stessa cosa dobbiamo fare con la nostra mente. E la meditazione è la chiave che apre la porta della nostra mente. Dopo aver acquisito una chiara visione, possiamo affrontare il problema chiamandolo per nome.

6. So che negli incontri ricorrete a metodi come la medicina cinese, la meditazione, il rebirthing e il pranayama... sembra interessante, ma da profana di questi argomenti non ne so molto. Potreste spiegarci cosa sono?
Ognuno dei metodi che proponiamo ha basi scientifiche, questo teniamo a ribadirlo. Ogni tematica viene affrontata in un paio d’ore, per iscritto facciamo un bignami dunque. Pranayama è troppo lungo e complesso per spiegarlo qui, magari ci facciamo una chiacchierata solo su quello, quando i vostri lettori si prendono una settimana di ferie per leggere! Meditazione mindfulness è la meditazione di consapevolezza, non immaginatevi cose strane di gente vestita di bianco, significa semplicemente vivere nel qui e ora, rimanendo presenti a se stessi e cercando di non giudicare la realtà. Osservare il proprio respiro, sentire le parti del corpo, osservare i contenuti della mente è una cosa fattibile anche in coda alla posta. La medicina cinese osserva nelle persone la presenza degli elementi stessi dell’universo, riconoscendone (nell’espressione delle sue caratteristiche, ovvero “fenotipica”) i punti deboli e punti di forza. Viene incontro all’individuo perché ne affronta le problematiche prendendo in considerazione il corpo come un unicum, in cui si fondono mente e spirito.Troppo spesso la medicina occidentale cura il sintomo come se fosse un interruttore da spegnere, senza indagare la causa profonda e il legame tra psiche e corpo. Il rebirthing transpersonale è una tecnica di respirazione da svolgere con un operatore (niente improvvisazioni!). Attraverso la forzatura iniziale del respiro è possibile far emergere problematiche “sommerse” del nostro inconscio e rimuoverle, imparando così a fluire con la vita proprio grazie al meccanismo che sta alla sua base, il respiro.
Semplice, no?

Assolutamente! E spero di poter avervi di nuovo nel nostro salotto per parlarne di nuovo. Mi avete davvero incuriosita, penso sia lo stesso per i nostri lettori! Alla prossima e grazie!
- Lynn


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